Domande e risposte

Territorio e storia dei resiani

Durante il plebiscito del 1866 i resiani votarono contro l’annessione al Regno d’Italia per via del loro legame linguistico slavo? FALSO.

Nel Mandamento di Moggio Udinese, che all’epoca comprendeva anche il Comune di Resia e i paesi limitrofi come Resiutta e Chiusaforte, l’esito fu schiacciante:

  • Voti Favorevoli (“SÌ”): 2.228 voti.
  • Voti Contrari (“NO”): 0 voti.
  • Schede Nulle/Bianche: 0 schede.

Nel solo Comune di Resia, l’unanimità fu assoluta: tutti gli aventi diritto (all’epoca il suffragio era universale maschile) si recarono alle urne votando compatti per l’annessione al Regno d’Italia.

I resiani hanno cognomi italiani perché imposti durante in fascismo. FALSO.

In origine le famiglie non avevano cognomi stabili. Furono assegnati dalla Repubblica di Venezia secoli prima per scopi fiscali e amministrativi.

I matrimoni resiani sono storicamente stati misti con gli sloveni dei territori vicini? FALSO.

Storicamente l’endogamia (il matrimonio all’interno della stessa comunità) è stata la regola per secoli nella valle. A causa delle barriere geografiche e della mancanza di collegamenti con i territori oltre il confine sloveno e austriaco, i matrimoni avvenivano quasi esclusivamente tra gli abitanti dei diversi villaggi della stessa Val Resia. Le uniche, rare unioni esterne avvenivano con la vicina popolazione friulana del canal del Ferro dove i resiani avevano facile accesso, escludendo storicamente scambi matrimoniali significativi con le popolazioni slovene.

L’endogamia è stata dimostrata scientificamente con il DNA dei Resiani. VERO.

Lo studio sul DNA della popolazione della Val Resia è stato gestito e coordinato dal CBM (Centro di Biomedicina Molecolare) di Trieste, in stretta collaborazione con prestigiosi enti di ricerca scientifica e medica della città: l’IRCCS Burlo Garofolo(leader nella genetica medica), l’Area Science Park, l’Università degli Studi di Trieste e l’Università di Udine. Lo studio ha certificato che la Val Resia è un “isolato genetico” unico in Europa, con livelli di isolamento biologico superiori persino a quelli di popolazioni storicamente isolate come i Sardi, i Baschi o i Finlandesi del Nord. A causa delle barriere geografiche e dei secoli di matrimoni interni alla valle, a Resia ben il 79% del genoma è condiviso tra i residenti. Questa altissima percentuale (omozigosi) trasforma la valle in una “capsula del tempo biologica”.

I resiani, pur essendo “unici”, condividono una parte significativa del loro patrimonio genetico con le popolazioni vicine. FALSO.

I genetisti dell’istituto di Trieste hanno riscontrato nel DNA dei resiani una frequenza anomala dell’aplogruppo Y-DNA G2. Questo marcatore genetico ha la sua massima concentrazione globale proprio nelle popolazioni native del Caucaso meridionale (es. Georgia) e dell’altopiano iranico.

I modelli statistici usati dai ricercatori per calcolare l’antichità di questo isolamento hanno stimato il tempo di “divergenza” e di insediamento di questa specifica linea genetica a circa 2.000 anni fa. Ciò dimostra scientificamente che la base biologica della popolazione resiana si è strutturata in quell’era antica (coincidente con l’epoca tardo-repubblicana romana), mentre la lingua slava e i tratti culturali odierni si sono stratificati sopra questa base genetica molti secoli dopo, durante le migrazioni altomedievali. In sintesi i resiani sono una popolazione “altra” rispetto ai vicini firulani, agli sloveni e alle popolazioni teutoniche presenti nell’area geografica. Un servizio della RAI del 2014: https://www.youtube.com/watch?v=myZsJvS2yRo .